A fine aprile, Sap Research ha ospitato a Dresda un International Research Forum, “The Internet of Things: Reality or Hype?“ sul concetto di real-world web, ossia la messa in rete degli oggetti fisici -cose, persone, animali e non più solo pagine elettroniche.
Il titolo è un po’ sciocco (montatura la internet of things?!), ma il convegno è stato di discreta qualità, e ha confermato un trend in atto da molti anni.
In “A World of Smart Objects: The Role of Auto-Identification Technologies” (Gartner, 2002) avevo prospettato i più probabili sviluppi futuri dell’rfid, dell’internet v.6, e delle tecnologie collegate che rendono possibile la Rete delle Cose.
E’ bello, per una volta, constatare che le previsioni erano alquanto accurate.
In lavori del 2003-2005 (tra i quali il libro “2015 Weekend nel Futuro“, Il Sole 24Ore, 2005, con V. Di Bari), ho aggiunto al cocktail la ipergeografia, resa possibile dalla messa in rete dei luoghi fisici e delle coordinate spaziali. La fusione fra ipergeografia e internet of things crea una realtà aumentata interessante e di qualche utilità. 
Non avevo inventato nulla e mi limitavo a organizzare e ripresentare idee sorte a visionari ben più dotati di me. Tra i miei tantissimi creditori per quelle idee, Jim Spohrer, David Gelernter, George Fitzmaurice e Anthony Townsend.