L’onorevole in orbita

Pubblicato: 20 aprile 2008 da Paolo Magrassi in Politica e mondo, Scienza
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Gli studi di fisica sono importantissimi in Italia sin dai tempi di Galileo, e sono uno dei nostri vanti nazionali. La scuola romana, in particolare, da sempre ottiene i più ambìti riconoscimenti. Enrico Fermi ed Emilio Segré ebbero entrambi il Nobel (il secondo per lavori svolti successivamente in America, dove era fuggito dopo la promulgazione delle leggi razziali). Giorgio Parisi, professore di Teorie Quantistiche alla Sapienza, ha vinto nel 1992 la Boltzmann Medal, che viene assegnata solo ogni tre anni, e nel 2007 è stato nominato scienziato europeo dell’anno ricevendo a Parigi il Royal Society and Académie des Sciences Microsoft European Science Award di 250mila euro. Giovanni Gallavotti, professore nella medesima Facoltà, ha vinto la Boltzmann Medal nel 2007. Il loro collega più anziano Nicola Cabibbo ha dato il proprio nome a una serie di fenomeni legati ai quark, come l’angolo di Cabibbo, noti a tutti i fisici in ogni latitudine.

La scuola romana produce dal 1926, quando Fermi la fondò, una valanga di pubblicazioni scientifiche di assoluto valore. Per esempio, Giorgio Parisi è uno degli italiani più citati nella letteratura scientifica mondiale (circa 30mila volte), il che significa che è tra quelli i cui contributi sono stati più spesso utilizzati da altri scienziati per lavori successivi. Dunque, egli è una delle persone più influenti nell’avanzamento della scienza nel corso degli ultimi trent’anni. Un altro autorevole esponente della scuola romana di fisica è Luciano Maiani. Un suo solo articolo, pubblicato da giovane nel 1970 insieme a un altro giovane fisico e a un professore esperto (Glashow S. L., Iliopoulos J., Maiani L., Weak interactions with lepton-hadron symmetry, Phys. Rev. D 2:1285-92, 1970. Lyman Lab. Physics, Harvard Univ., Cambridge, MA), è stato riutilizzato quasi quattromila volte in altre ricerche scientifiche, tant’è che in fisica si parla comunemente, da quasi mezzo secolo, del Modello GIM , Glashow-Iliopoulos-Maiani, sui quark (I quark sono particelle elementari che esistono in sei diverse versioni, o flavours: up, down, strange, charm, top, e bottom (o ‘beauty’). Il lavoro GIM postulò per la prima volta l’esistenza dei quark charm).

Luciano MaianiAutore di centinaia di successive pubblicazioni, professore di Fisica Teorica da decenni, già presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e direttore generale del CERN di Ginevra (come Rubbia), Maiani aveva evidentemente le carte in regola per sedere nell’ufficio che fu di Guglielmo Marconi, ossia la presidenza del CNR. A quell’ufficio egli è stato designato in gennaio. Sebbene il panorama scientifico italiano annoveri altre persone di eccellenza, che avrebbero degnamente a loro volta potuto accedere a quell’incarico, è molto difficile biasimare la scelta effettuata dal governo, quali che siano le nostre convinzioni politiche.

Non la pensa come noi l’onorevole Gabriella Carlucci, che in febbraio ha contestato la nomina del professore alla presidenza del CNR sulla base del fatto che questi non sarebbe un luminare bensì solo un uomo fortunato, giunto per caso come giovane visitatore ad Harvard proprio nel periodo in cui il futuro premio Nobel Sheldon Glashow pubblicava un importante lavoro, del quale dunque il fisico romano si trovò a essere coautore per puro “fattore c.”, e che per giunta restò l’unica pubblicazione di rilievo della sua carriera. Anzi, Maiani addirittura non avrebbe “capito” quel lavoro a Boston, al punto da pubblicare quattro anni dopo un altro articolo scientifico che lo smentiva.

Si tratta di affermazioni davvero curiose (oltre che, palesemente, non farina del sacco di Carlucci). E poiché sono prive di fondamento, non è azzardato il congetturare che l’onorevole Carlucci avesse un retropensiero. Per esempio, i fisici romani, Maiani in testa, si erano da poco segnalati per la lettera con la quale chiedevano al rettore di non invitare il Papa a inaugurare l’anno accademico. Per questo erano stati criticati da molti. Oppure, un altro motivo potrebbe essere che l’onorevole sosteneva un altro candidato e cercava di ritardare la nomina fino alla formazione di un nuovo governo, che lei sperava sarebbe stato di centro-destra. Chissà.

Ad ogni modo, è stato molto sciocco scegliere, per attaccare Maiani (e di riflesso il governo che lo nominava), il terreno scientifico, dove egli è inattaccabile. Sarebbe un po’ come se l’Agenzia delle Entrate, appurato che Valentino Rossi aveva degli arretrati da pagare, lo avesse accusato di essere, anziché un contribuente irregolare, un pippone che ha paura di salire su una motocicletta. E’ un genere di errore che i politici commettono raramente: come ha potuto l’onorevole Carlucci, famosa più per le telepromozioni che non per le competenze di fisica teorica ma comunque persona intelligente, prendere una simile cantonata?

Pare (noi ne siamo certi) che essa sia stata fuorviata da personalità invidiose del ruolo di Maiani, gente con competenze di fisica e che frequenta l’ambiente televisivo. L’onorevole Carlucci lavora in televisione, e non deve stupire che trovi colà molti dei propri riferimenti. Così queste persone, accecate dall’invidia e speranzose di ritardare la nomina sino all’insediamento di un governo amico, hanno indotto l’onorevole a compiere affermazioni strampalate.

La presunta irrilevanza (il fattore C) di Maiani ad Harvard nel 1970 è stata smentita sdegnosamente sia da Sheldon Glashow sia da John Iliopoulos (che oggi si trova all’Ecole Normale Supérieure francese e che ha condiviso con Maiani la prestigiosa Dirac Medal nel 2007), i quali hanno con forza riaffermato, sorpresi che il Parlamento italiano ne sentisse il bisogno, la grande statura scientifica del professore. Lo stesso hanno fatto parecchi fisici italiani anche non romani, ossia non particolarmente vicini a Maiani: gente che lo incontra ogni tanto ai convegni e che si sarebbe stupita meno se lo avessero sentito accusare di rapina a mano armata.

L’episodio poteva restare confinato nell’àmbito di una trama farsesca alla Lewis Carroll o alla Collodi: la presentatrice di Mela Verde che accusa il fisico teorico di essere un somaro, i nemici invidiosi di questi che goliardicamente soffiano sul fuoco, una commissione parlamentare che esamina il caso e affida la tutela della Scuola di via Panisperna all’onorevole Luxuria (l’unico membro della commissione, oltre al presidente, a prendere la parola per difendere Maiani).

E’ un peccato che qualcuno abbia invece voluto inserire nel plot un elemento sgradevole, sotto forma di un falso: la segnalazione da parte del quotidiano Libero, imbeccato chissà da chi, della presenza di un sito web californiano sul quale un altro autorevole fisico americano denigrava lo spessore scientifico di Maiani. Il sito, che fra l’altro era scritto in un inglese improbabile, fu in sèguito smascherato facilmente come tarocco, ma ormai la frittata era fatta e l’onorevole Carlucci lo aveva utilizzato come sua fonte primaria.

L’idea degli universi molteplici e delle dimensioni parallele circola in fisica da una cinquantina d’anni, legata al modello della meccanica quantistica. Non è mai stata presa sul serio al 100%, ma la verità è che esistono una serie di esperimenti, compiuti con gli acceleratori di particelle, che hanno destato qualche sospetto anche nei più scettici. Secondo alcuni, i vari universi paralleli esistenti sarebbero non comunicanti, mentre secondo altri sarebbero possibili scambi di informazioni e forse si potrebbe persino saltare da uno all’altro. Ecco perché in febbraio un blogger ha scritto che “l’onorevole Carlucci è entrata in un universo parallelo dove Maiani è un asino, un articolo su Libero vale più di alcune centinaia di pubblicazioni scientifiche, e gli scienziati americani scrivono attacchi ai colleghi su blog tradotti dall’italiano con Babelfish” [Babelfish è il traduttore automatico del motore di ricerca Altavista, NdR].

Approfittiamo della circostanza per rivolgere tanti sinceri auguri al professor Maiani per la gestione del formidabile carrozzone.

commenti
  1. […] di più: nutro persino il sospetto che Enzo Boschi fosse l’Eminenza Grigia dietro il grottesco assalto di Gabriella Carlucci e dell’autorevole Libero al professor […]

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