Mitomania da terremoto?

Pubblicato: 6 aprile 2009 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni
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Purtroppo, predire un terremoto significa

«specificarne la data, il luogo e la magnitudine, con sufficiente affidabilità e accuratezza da giustificare il costo della risposta».

(I grassetti sono miei). Ciò è vero sia secondo la Royal Astronomical Society e la US Geological Survey, sia secondo l’elementare buon senso.  Cioè: non possiamo evacuare una città ogni volta che un tecnico di laboratorio grida al lupo al lupo.

Stando ai media e ai blog, il supereroe abruzzese aveva previsto un terremoto importante nella città di Sulmona entro le 24 ore a partire dal 29 marzo.  Il terremoto “importante” è avvenuto a 50 Km di distanza e 6 giorni dopo…

radonAdesso il radon riempirà Porta-a-Porta per settimane, ma il problema è che di un sisma non sappiamo predire neppure le scosse di assestamento importanti (speriamo non ce ne siano!).

Quanto al supereroe abruzzese, può darsi che un giorno sarò smentito e apprenderemo che ha scoperto qualcosa di interessante. Però a giudicare in base a quanto sappiamo oggi questo futuro radioso non sembra prevedibile, visto che Giuliani non ha mai pubblicato nulla.

Sicché per il momento egli sta ai terremoti come il buonanima prof. Di Bella stava al cancro (anzi, almeno Di Bella esercitava forse un po’ di placebo…).

(Un certo Gioacchino Giuliani, quindi forse proprio il nostro supereroe, presentò nel 2004 la proposta di un brevetto per un rilevatore di radon per scopi sismici, che fu considerata la scopiazzatura di un progetto apparso sul Journal Of Applied Physics nel 2002…)

commenti
  1. Beppe Cardile scrive:

    Non mi soddisfa, il commento in oggetto. La storia racconta di centinaia di casi in cui, per non credere alle esperienze altrui, ci si è sottoposti a catastrofi di ogni genere, eruzioni vulcaniche, terremoti, maremoti e perfino guerre e delitti. Giuliani sarà pure un tecnico non qualificato, ma la via dello studio dei gas è e rimane inesplorata, grazie alla supponenza dei Soloni scientifici. Approfondire un’ipotesi non costerebbe nulla, e se invece delle vite umane uno ci rimettesse la faccia, pazienza!

  2. Paolo scrive:

    Beppe, lo studio della correlazione tra densità di radon e probabilità di un terremoto si svolge da almeno 30 anni. Se ne occupano dai primi anni ’70 sia i Soloni sia oscuri ricercatori.
    Quello di questi giorni è un puro e semplice temporale mediatico.

  3. acravera scrive:

    Sarà anche solo un temporale mediatico, però Paolo devi ammettere che l’atteggiamento (e qui parlo solo di atteggiamento) da parte degli eminenti scienziati che sono stati intervistati dopo il terremoto (parlo di Boschi e soci)è stato veramente arrogante, spocchioso e inutile, in quanto non ha spiegato agli spettatori per quale ragione scientifica il radon non è (o non è ancora) un buon predittore sismico. Converrai con me che non è questo l’atteggimento che fa avanzare la scienza, nè avvicina i giovani alla ricerca. E’ molto probabile che la polemica di questi giorni sia dovuta ad una nefasta coincidenza tra una previsione sballata e un disastro vero però, che diamine, parliamone serenamente spiegando ai comuni mortali come stanno le cose senza mostrare fastidio, superiorità e disprezzo.

  4. Paolo scrive:

    Ale,

    purtroppo questo campo vive da sempre una situazione da Comma22:

    A) Solo rarissime e selezionatissime persone sanno parlare di scienza in modo comprensibile, e magari anche accattivante (Angela, Odifreddi, certi insegnanti);

    B) I fortunati ascoltatori di costoro si dividono in due gruppi (come dice anche Feynman nelle sue “Lectures”):
    B1) Quelli che avrebbero comunque capito, prima o poi, anche da sé;
    B2) Quelli che continuano a non capirci nulla

    Purtroppo, la categoria B2 è di gran lunga preponderante, e in particolar modo nell’Italia dei maghi e delle fattucchiere… 🙂

  5. Ivo scrive:

    magrassi, la gente crede ai maghi, ai miracoli, alle favole. questa è una battaglia persa!
    saluti
    igf

  6. […] qualche sparuto maverick, che magari allora sparava cacchiate a vanvera (un po’ come il tizio che “previde” il terremoto dell’Aquila, sbagliando giorno e città) mentre oggi, a cose fatte, lo si vuol far passare come cassandra […]

  7. […] non venirci a raccontare che non sai prevedere i terremoti! Finirai alla sbarra e rischierai la […]

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