Oltre Dunbar

Pubblicato: 22 maggio 2009 da Paolo Magrassi in Scienza
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Secondo le neuroscienze, il numero massimo di persone con cui un essere umano può mantenere una relazione stabile e consapevole è compreso tra 148 e 290.

In pratica, la soglia che viene assunta come critica è 150, detto numero di Dunbar.

Dunque, c’è un limite cognitivo teorico alla quantità di relazioni sociali che io posso intrattenere; dove per “relazione sociale” si intende che io so chi è un tale e in quali rapporti egli sta con le altre persone che conosco. [1]

Bene. Come la mettiamo allora, con quelli che sui social network hanno più di 150 “amici”?

Sono tutti competitivi compulsivi, ossia gente che crede che l’oggetto del networking sia una gara nella quale vince chi raggiunge il numero massimo di connessioni?

Oppure c’è anche tanta gente che intrattiene più di 150 relazioni “vere”? Perché se è così, allora vuol dire che il social network è anche un mezzo di potenziamento delle nostre facoltà cognitive.

Cioè: la mia corteccia cerebrale mi impedisce di coltivare più di 150 conoscenze. Ma usando Facebook o MySpace io in effetti le estendo, e posso andare fino a un numero qualsivoglia.

Siamo, dunque, di fronte a un caso di realtà aumentata [2]?

– – –

[1] O mi credete sulla parola, o vi leggete  “Co-Evolution of Neocortex Size, Group Size and Language in Humans“, pubblicato da Robin Dunbar su Behavioral and Brain Sciences nel 1993, e “Comparing Two Methods of Estimating Network Size”, pubblicato da McCarty, Killworth, Bernard, Johnsen e Shelley su Human Organization nel 2000.

[2] La realtà aumentata arricchisce il mondo dell’esperienza fisica aggiungendovi informazioni che i nostri sensi e/o il nostro cervello non raccoglierebbero direttamente: restiamo nel nostro mondo concreto, del quale sappiamo di essere partecipi e protagonisti (dunque non si tratta di realtà virtuale), ma l’elettronica vi aggiunge o sottrae elementi che ci aiutano a fruirne o a modificarlo.

commenti
  1. […] concetti di centro e periferia, il modo di porsi socialmente grazie allo sfondamento dei limiti di Dunbar, e in generale le nostre facoltà mentali grazie alle memorie estese e alle varie […]

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