L’influenza della pandemia in corso è più blanda dell’ordinaria influenza invernale.

Se ne guarisce in pochi giorni. Muoiono (per complicanze, non per l’influenza) meno malati di quanti ne muoiano con le influenze invernali di ogni anno.

(Se masticate l’inglese, verificate queste mie affermazioni sul sito del famoso CDC di Atlanta).

E allora, perché tutti i telegiornali e i giornali (per esempio, oggi Corriere e Repubblica) aprono con le notizie dei moribondi a causa della “suina”?

Non è forse vero che di questa influenza si muore? Be’, sinora ne è morta circa una persona ogni mille che si sono malate. (Di influenza ordinaria, in inverno muoiono circa 2,5 persone ogni mille che si ammalano).

Se temete le percentuali del tipo 1 su mille, allora non dovete prendere più nessun farmaco (dall’Aspirina al Tavor), perché gli effetti collaterali letali hanno grosso modo quella probabilità. Non dovete mai più andare in macchina,  perché quasi certamente morireste in un incidente.

Di converso, se siete intonati dovreste correre subito alle selezioni di X-Factor: avete una probabilità su mille di essere selezionati! Che aspettate?

Morire di influenza è un evento raro. I telegiornali non aprono mai ammonendo che, se prendete un’aspirina, vi può cogliere un edema o una miocardite. O che prendendo 15 gocce di Lexotan sarete colti da tromboflebite o apnea.

Però aprono da settimane raccontando dei morti “da influenza suina” (NB: non sono morti di influenza, bensì di infezioni batteriche e altre malattie causate dall’influenza).

somaroI media sono così: fenomeni di stupidità collettiva. E incapaci di aiutarci a comprendere se ci sia un problema, e quale. Quella che essi stanno vivendo è un’influenza, piuttosto che suina, asinina.

In effetti qualche problema c’è, ma non assomiglia a quel che hanno detto e scritto sinora i media italiani. Le ragioni della preoccupazione da parte degli organismi di salute pubblica sono due:

Preoccupazione n. 1

L’influenza A H1N1 colpirà davvero, come del resto anche quella ordinaria, in inverno.

E, poiché nessuno ne è immune, potrebbe ammalarsi una percentuale enorme di popolazione (intorno al 50%), causando a) grandi disservizi pubblici, b) una crisi economica (diminuzione del Pil) e c) uno stress insopportabile per le strutture sanitarie.

Quest’ultimo punto è, sul piano sanitario, il più rilevante.

Infatti, se anche solo il 5% dei malati andassero incontro a complicanze, si avrebbero in Italia 5%*50%*60 milioni = 1,5 milioni di persone da ospedalizzare. Cosa evidentemente insostenibile. In tal caso, l’insufficienza delle strutture ospedaliere farebbe salire la probabilità di morire indirettamente per influenza dall’attuale 1 per mille all’1% o anche di più.

Preoccupazione n.2

Se il virus A H1N1, che finora è stato una tigre di carta, mutasse in una versione molto cattiva, allora potrebbero aversi guai grossi.

Aumenterebbe di molto la percentuale di persone afflitte da complicanze, e dunque il numero dei morti, perché si acuirebbero i problemi di insufficienza strutturale per trattare gli affetti da complicanze. Questo scenario è poco probabile, ma reso sgradevole dal fatto che la pandemia “spagnola” del 1918, che portò a circa 25 milioni di morti, nacque come quella di oggi: un virus di tipo A e ceppo H1N1, con blanda malignità in estate…

Tutto ciò fa sì che gli organismi pubblici siano soprattutto preoccupati della diffusione del virus attuale (NB: non della sua malignità).

Infatti, più esso si diffonde più cresce la preoccupazione (1) e, inoltre, aumentano le probabilità che il virus muti in tante versioni diverse. E se muta molto, comincia a farsi non proprio nulla la probabilità che finisca con il creare anche un ceppo maligno come quello del 1918.

Il paradosso

E qui sorge un problema paradossale, sul quale gli esperti non possono che glissare, sottacendolo, mentre i mass media non ne hanno ancora la più vaga nozione.

Il problema è che, sul piano individuale, a noi converrebbe ammalarci adesso di questo virus. Svilupperemmo degli anticorpi che potrebbero proteggerci da una eventuale, per quanto poco probabile, mutazione maligna in inverno.

Ma se tutti corressimo a farci contagiare, allora rischieremmo di anticipare i problemi della preoccupazione (1): si fermerebbero molti servizi pubblici, avremmo una crisi economica (come se non bastasse quella in corso) e crescerebbe a dismisura -in valore assoluto, non in percentuale- il numero di coloro che, una volta influenzati, sviluppano delle complicanze.

Collettivamente, l’effetto sarebbe quello di accelerare i rischi che sono previsti per l’inverno.

Individualmente, però, oggi io mi ammalerei di un virus benigno e, magari, potrei anche farmi prescrivere una profilassi antibiotica per limitare l’eventualità di complicanze batteriche. (Con ciò aggravando anche un altro problema collettivo: quello dell’abuso di antibiotici).

E’ un classico caso in cui l’interesse collettivo e quello individuale sono in contrasto.

E’ come quando stanno fallendo delle banche e la finanza precipita. Io corro a prelevare i miei soldi per metterli sotto il materasso. Così facendo, dormo tranquillo.

Ma se tanti, troppi clienti della mia stessa banca fanno come me, allora la banca fallisce davvero. Io ho scampato il pericolo, ma collettivamente abbiamo fatto fallire la banca, che forse senza il nostro comportamento da panico si sarebbe salvata.

commenti
  1. acravera scrive:

    Bellissimo post, sottoscrivo completamente tutte le tue osservazioni. Mi piacerebbe che considerazioni di questo tipo apparissero anche sui principali media. Non è possibile che si continui ad aprire i telegiornali con notizie riguardanti l’influenza A senza mai un serio approfondimento (come quello che hai fatto tu). Bravo Paolo!
    Alessandro

  2. Rob58 scrive:

    Da medico, condivido pienamente.

  3. […] un post sulla pandemia di influenza ci siamo già soffermati su questo punto: al Ministro conviene che tutti si vaccinino, per contenere […]

  4. […] Fino a ieri, giornali e Tg aprivano ogni giorno con un morto di influenza. Era, ovviamente, una stupidaggine e un gesto […]

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...