Being punctual

Pubblicato: 22 dicembre 2009 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni
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Sono un noioso pasdaràn della puntualità e un cultore del motto The trouble with being punctual is that nobody is there to appreciate it.

Proprio per questo, mi divertono un mondo gli italiani quando pretendono i treni in orario.

In quasi 30 anni di lavoro, il 50-60% dei miei corrispondenti italiani si sono presentati in ritardo all’appuntamento / riunione. E parlo di professionisti e dirigenti addestrati a un minimo di rigore e decenza. (Non parliamo proprio di elettricisti, idraulici, medici, piastrellisti, ecc ecc!).

I ritardi sono tipicamente compresi tra i 10 e i 25 minuti. (Dopo 25 minuti, e spesso anche molto prima, io me ne vado, sicché la mia statistica è incompleta: non so nulla dei ritardi di lunghezza superiore.)

La tolleranza per il ritardo varia nelle culture. Gli svizzeri tedeschi non ne ammettono punta; i tedeschi accettano 10min max; gli americani 15min max; e così via. Da noi si accettano senza soverchi problemi i 30 minuti.

(Per assicurarsi di essere in orario, bisogna puntare a essere in anticipo: ma questo è un concetto difficile da far entrare nella capoccia di noi italiani.)

E dunque: con quale faccia, noi che ci presentiamo per lo più in ritardo, pretendiamo che il treno sia là ad aspettarci puntuale?

Da chi diavolo crediamo dipenda la puntualità dei treni italiani? Dai marziani?

I 100mila dipendenti delle Ferrovie (e i 3-400mila del loro indotto), tutti italiani, dovrebbero essere tutti rigorosamente puntuali, in un paese in cui la maggior parte della gente, dirigenti e professionisti compresi, non lo è affatto?

– – –

PS: Gli italiani esigono anche treni puliti. Nel 2005 mi trovai a prendere per qualche mese l’Eurostar MI-BO-MI. Trenitalia aveva una campagna per promuovere la collaborazione sulla pulizia. Trovavi sul sedile un sacchetto azzurro, nel quale eri invitato a riporre i tuoi rifiuti, per poi buttarlo in raccoglitori di uguale colore posti sulle banchine della stazione. Niente da fare: per 2 passeggeri che seguivano l’invito, ce n’era 1 che lasciava in carrozza giornale, bottiglietta, kleenex. Che fosse lo stesso rompicoglioni che aveva urlato al cell tutto il tempo?

commenti
  1. […] in quarti d’ora, perché locomotive e binari giapponesi sono più veloci, non perché l’organizzazione è […]

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