Spocchia de noantri

Pubblicato: 22 giugno 2010 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Scienza
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Gli spiriti semplici, che parlano di «scienza» se solo percepiscono la parvenza di una formula, si sono eccitati per la «scoperta» di due studiosi italiani (un sociologo di Oxford e una filosofa del CNRS) che avrebbero dimostrato scientificamente perché gli italiani sono cialtroni e pressapochisti.

Letto il paper, che a me sembra utile, stimolante e persino divertente (un punto di merito anche per un lavoro scientifico), io vi riscontro purtroppo una ben scarsa scientificità.

Se sto facendo una ricerca su tratti collettivi degli italiani, devo A) sviluppare un metodo oggettivo e ripetibile di misura di quei tratti e B) applicarlo su un campione che rappresenti gli italiani in modo statisticamente accurato. Nulla di ciò è stato fatto.

L’assenza del metodo di misura oggettivo e il concentrarsi sulle proprie vicissitudini personali e/o su un àmbito sociale ristretto (l’Università: anzi, alcuni suoi specifici settori notoriamente afflitti da  distorsioni e mediocrità) portano solo a conclusioni assonanti con i propri pregiudizi, non certo alla scoperta di leggi di Natura.

Questo è un principio inderogabile di ogni indagine scientifica, e traccia una linea di demarcazione netta tra il pamphlet giornalistico e un lavoro sociologico serio. Io credo che gli autori abbiano inteso produrre un’opera semiseria. Il che non esclude che essa possa contenere spunti e proposte di indagine interessanti. Io, per esempio, credo che li contenga.

Però contiene anche, paludato di eloquenza e di uno scientismo buono solo per palati grossolani, il vecchio germe di una delle nostre eccellenze nazionali: la denigrazione dell’Italia e dell’italianità.

Posso capire, e solidarizzo con, la frustrazione di chi ha qualche successo all’estero e di rimando non riceve alcuna attenzione in Italia. La cosa è irritante e da noi accade davvero troppo spesso. Però il postare un tazebao all’Università di Oxford per lamentarsi di beghe personali e travestendole da studio scientifico, be’, è goliardia di dubbio gusto.

E’ curioso notare che gli autori, così facendo, si sono macchiati dello stesso pressapochismo e della medesima cialtronaggine di cui accusano gli italiani. Un vero spocchioso inglese avrebbe saputo fare di meglio.

commenti
  1. andima scrive:

    Onestamente non sono esperto di paper sociologici ma non so quanto si possano applicare metodologie scientifiche a tematiche di questo genere, ma (ripeto) magari sono io che son inesperto.
    Detto questo, anche io come ho detto nel mio blog ho trovato alcune parti troppo generalizzanti ed altre un po’ troppo forzature per far rientrare tutto in uno schema prefissato, pero’ come te ho trovato molti spunti interessanti e spesso amaramente buffi.

  2. Paolo Magrassi scrive:

    Il metodo scientifico da applicare sarebbe stato, nel caso di specie, quello descritto nel post (terzo capoverso, punti A e B). I ricercatori seri vi ricorrono anche nelle scienze sociali, che si chiamano “scienze” proprio perché ci si sforza di applicarvi metodi scientifici.
    Il premio Nobel per l’economia 2002 (è solo UN ESEMPIO) fu vinto con un lavoro di psicologia comportamentale. Gli autori non presentarono una casistica di fatti personali accuratamente scelti e selezionati, bensì campioni statistici rigorosi e metodi di misura (del comportamento, in quel caso) ripetibili.

  3. Paolo Magrassi scrive:

    Abbiamo postato, come commento, il link a questo post sul blog della dottoressa Origgi, co-autrice del “paper” incriminato.
    Ma il nostro commento non è stato pubblicato…

  4. Paolo Magrassi scrive:

    Abbiamo postato un commento (riportato qui sotto) anche su un blog in inglese, ma non è stato pubblicato.
    Insomma: disguidi informatici o illuminismo malandato?🙂

    «I found the article amusing, useful and thought provoking. Too bad it’s not really a “paper”, as it lacks completely the smallest resemblance to a scientific approach.
    If you want to study certain traits of a population, you will need to A) develop an objective and repeatable method for measuring such traits and B) apply it to a representative sample of such population.
    If you don’t use such approach, all you are bound to find is confirmations to your prejudices, certainly not laws of Nature…
    What we read there is but a journalistic account of the authors’ personal experiences: posting it as a “working paper” on an Oxford University’s web page did not increase either the authors’ scientific credibility or the institution’s. »

  5. […] thought that their work was science! Up to the point that one of the two refused to publish a comment of mine in her blog, because I was demolishing their unscientific […]

  6. […] eccolo spaziare da gran signore dalla contabilità nazionale all’energia nucleare, dalla sociologia alla filiera high-tech, essendo rigorosamente a digiuno anche dei minimi termini e animato, quando […]

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