Il gigante e la bambina

Pubblicato: 10 settembre 2011 da Paolo Magrassi in Politica e mondo
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Supponiamo che il Governo di un paese grande come l’Italia approcci la Apple Inc. (ma andrebbero bene anche Google o Microsoft) e dica:

“Vogliamo distribuire 10 milioni di iPad nella Scuola italiana e farne la piattaforma didattica del futuro. Tutto il mondo ne parlerà e se il progetto funzionerà si scateneranno fenomeni imitativi ovunque. Quanto siete disposti a investire? Noi, com’è noto, non abbiamo il becco di un quattrino: vi pagheremmo [prezzi scontatissimi] in Buoni del Tesoro Poliennali.”

Apple è un’azienda ricchissima, con più denaro in cassa del Governo Federale Usa e un valore di Borsa superiore a quello delle 32 principali banche europee messe assieme. Il suo assenso all’acquisto di debito pubblico italiano in cambio di un grande programma strategico avrebbe un formidabile impatto positivo sulla reputazione dell’Italia.

E intanto noi faremmo fare un balzo in avanti storico al nostro sistema formativo.

Non sappiamo se Apple (Google, Microsoft) sarebbe interessata alla cosa. Per saperlo, dovremmo chiederglielo, presentandoci con un progetto sensato (in Digitalmente confusi ne ho tratteggiato i contorni, ma c’è chi saprebbe farlo molto meglio di me).

Non è il genere di cose di cui la politica dovrebbe occuparsi per aiutare lo sviluppo economico e il recupero di credibilità dell’Italia?

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