Bewitched, bothered and bewildered

Pubblicato: 7 ottobre 2011 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Ho già chiarito le mie perplessità intorno all’espressione economia reale, solitamente utilizzata in modo retorico e vano e spesso da parte di persone che di economia non sanno granché.

Il che non significa che sia insensibile al richiamo comunque contenuto in quella dicitura: è evidente a tutti che i finance whiz kids hanno creato un armamentario così complesso che a) poche persone si arricchiscono enormemente ai danni delle moltitudini produttive e b) gli stessi capi dei fwk non ci stanno capendo più nulla.

Poiché anch’io sono drammaticamente digiuno di economia e in particolare di finanza, mi arrangio come posso. E più guardo nella questione, meno ci capisco: ciò che solitamente accade ai dilettanti.

Ad esempio, sull’eventualità di limitare l’acquisto dei credit default swaps (CDS) a chi è creditore di qualcuno, invocato fra gli altri da George Soros e da quasi tutti i politici europei, apprendo che gli americani, come per esempio il ministro del Tesoro Geithner o il Presidente della Commodity Futures Trading Commission Gensler, non sono d’accordo.

Sostengono che i CDS, anche quelli “nudi”, giochino un ruolo importante per i mercati. Essi avrebbero ad esempio la funzione di accrescere la liquidità, così come l’avrebbero le vendite allo scoperto. Concetto che, lo ammetto, comprendo solo in parte. E che forse per questo motivo mi appare pericoloso (perché, allora, non ammettiamo anche le scommesse?). Sta di fatto che molti CDS hanno un mercato più grande -anche molto più grande– del titolo che “proteggono”: e questa è proprio una delle cose che non piacciono e appaiono più rischiose.

Dicono poi gli americani che se non ci fossero gli speculatori a compravendere CDS, allora le banche in cerca di copertura dai rischi potrebbero non trovare sponde (questo si capisce già meglio: se una banca mi vende un CDS su un BTP italiano, lei poi dove va a riproteggersi?).

Dicono inoltre che gli speculatori creano un mercato più concorrenziale e abbassano i prezzi dei CDS medesimi (NB: si stima che quelli nudi siano circa l’80% del totale!). Dicono, infine, che un grosso mercato di CDS costituisce un buon indicatore della solvibilità di aziende e Paesi debitori.

Quest’ultimo argomento è quello che mi convince meno, perché temo che la speculazione possa distorcere i mercati: ma questa mia affermazione forma l’oggetto di un dibattito più generale e forse persino più complicato dei CDS (ossia: i mercati sono sempre liberi ed efficienti, e quindi credibili, oppure possono essere distorti da bande di speculatori?).

Infatti, a tale proposito, debbo subito aggiungere che la BaFin tedesca ha cercato ma non ha riscontrato una distorsione del debito greco causata dal movimento dei CDS.

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