La prova ontologica

Pubblicato: 24 novembre 2011 da Paolo Magrassi in Scienza
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Ho letto La prova ontologica commentata da Lolli e Odifreddi, magnifico dono di un amico prezioso.

La bottom line, direi, è questa di Odifreddi:

«Nelle mani di Goedel la prova ontologica è divenuta come gli argomenti di Berkeley, di cui Hume diceva che non ammettono la minima confutazione, ma non suscitano la minima convinzione. Forse per questo Goedel non la pubblicò, limtandosi a esserne soddisfatto in privato».

L’operetta di Goedel offre anche l’occasione per una rispolverata al formalismo logico, di cui lo stesso Piergiorgio Odifreddi fornì una mirabile sintesi a uso di tutti ne Il diavolo in cattedra, lettura che andrebbe resa obbligatoria alla stregua de I promessi sposi.

Però la prova ontologica resta un esempio di come anche un genio possa sparare minchiate. D’ora in poi, quando vi scoprite intenti a qualcosa di totalmente futile e insensato ma che vi appare cool e alto, pensate che anche Goedel e Leibniz vi si cimentavano!

Come sappiamo, negli intervalli tra un cazzeggio e l’altro Kurt Goedel ci ha lasciato qualche perlina, tipo la risposta al più difficile dei problemi di Hilbert; una piattaforma di lancio per Turing, Kolmogorov et al.; e una sistematina ai fondamenti della matematica come non se ne vedevano forse dai tempi di Aristotele…

Quindi non stupisce che anche in tema di religione possa aver detto cose sensate e non solo vanamente inconfutabili. Per esempio

Io credo che ci sia molta più ragione nella religione, benché non nelle chiese, di quello che si pensa.

Goedel riteneva che molti dotti, specie colleghi suoi, provassero repulsione intellettuale nei confronti della religione a causa dei grotteschi interventi pedagogici della Chiesa, tipo le fesserie del catechismo, che finiscono per segnare indefinitamente la persona, educandola alla diffidenza nei confronti della metafisica: “Ad esempio, secondo il dogma cattolico il Dio massimamente buono avrebbe creato la vasta maggioranza della specie umana esclusivamente allo scopo di mandarla all’inferno per l’eternità”.

commenti
  1. […] La prova ontologica […]

  2. […] E poi, via, chi sa chi è Turing? Quando circola sui social network la famosa grafica delle mele, la sua non c’è mai: c’è quella di Steve Jobs, quella di Newton, altre ancora, ma quella di Turing, mai. Turing è noto all’incirca come il neutrino. E viene tirato in ballo solo per questa cosa pop del Test, il più piccolo dei suoi tanti contributi sia scientifici sia tecnici: è un po’ come se Goedel fosse ricordato per la prova ontologica, una pinzillacchera goliardica. […]