Canzoni e brevetti

Pubblicato: 21 dicembre 2011 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Quanta gente che la sa lunga e che, gratta gratta, scopri che non ha un background…

Il tema del diritto d’autore, delle proprietà intellettuali (IP), del copyright/copyleft, dell’open source e dei creative commons è molto più complesso di quel che appare.

E’ chiaro a tutti che il diritto d’autore va ripensato. Anzi, si è già cominciato a ripensarlo. E considerazioni analoghe valgono per i brevetti. Insomma, per le IP in senso lato.

Tuttavia, occorre avere la lucidità di tenere distinti l’aspetto civile e libertario da quello economico.

L’economia odierna è fondata sulla acquisizione e sulla manipolazione di competenze (knowledge), e questi “asset intangibili” sono venuti assumendo un ruolo cruciale. Sono i più importanti mezzi di produzione dell’economia moderna. (Già Marx li aveva riconosciuti, anche se non poteva prevedere l’enorme ruolo che sarrebbero venuti assumento nell’era dei computer e dell’internet).

Se noi frustriamo troppo la possibilità di trarre benefici economici da un’invenzione, rendiamo asfittica l’economia. (Esiste in tal senso un parallelo tra il brevetto di un’invenzione e il copyright di una canzone anche se, com’è superfluo sottolineare, si tratta di istituti giuridici differenti.)

La domanda delle cento pistole é: Esiste un modello economico, fondato su A) beni comuni, B) produzione cooperativa e C) open source (o Creative Commons), in grado di superare quello attuale?

Ancora non conosciamo la risposta. Ci sono autori, alcuni dei quali mi onorano della loro amicizia, che lo dicono possibile. Altri, per ora una maggioranza, che lo negano. Vedremo.

Nel frattempo, diffidate di chi propugna convinzioni granitiche in questo campo, perché l’argomento è molto più tosto e ramificato di quel che sembra. (Per esempio, corre un filo rosso tra l’odiosa procrastinazione dei copyright fin oltre la morte dell’autore, da un lato, e l’economia della conoscenza, dall’altro: e tale nesso sfugge a quasi tutti i commentatori, per non dire dei pirati ecc.).

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commenti
  1. […] il capo l’avversario, o per diffamare, o per rubare proprietà intellettuali adducendo ridicole giustificazioni ideologiche, non assomiglia in alcun modo al potenziale di liberazione insito in un […]

  2. […] Va risolta perché nella società post-industriale (“economia della conoscenza”) le opere dell’ingegno hanno un’importanza cruciale. […]

  3. […] Canzoni e brevetti […]