Liberisti de noantri

Pubblicato: 10 gennaio 2012 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Completiamo questo trittico fiscale dicendo due parole sul personaggio dell’evasore più attivo, ossia quello che programmaticamente non emette ricevuta o fattura.

C’è tutta una gamma…

A un estremo si collocano coloro, in genere artigiani o collaboratori familiari occasionali (giardiniere, tappezziere, falegname, ecc.) per i quali la fattura è un oggetto misterioso e sconosciuto, così come la dichiarazione dei redditi.

Poi vengono quelli più attivi (e più ricchi), gli artigiani commercianti industriali e fornitori di servizi ai quali si accennava qui. Dietro di loro, non dimentichiamolo, sta una robusta filiera di grossisti e industriali che prosperano solo sul nero: se io non chiedo fattura al muratore, questi non la chiederà al grossista, che a sua volta non la chiederà all’industriale.

Per questa gente, la fattura/ricevuta è un oggetto mistico e un tabù. Mostrano di non saperne nulla e affermano che tutto dipende dal loro commercialista, dietro i cui misteriosi dettami amano trincerarsi. Alcuni hanno sviluppato un proprio rituale. I parrucchieri per signora, ad esempio, rilasciano sempre una ricevuta, ma rigorosamente pari al 30% dell’importo incassato. Se/quando tutta questa gente fatturerà, i prezzi saliranno enormemente e non so come si potrà controllare il fenomeno.

Siamo giunti all’estremo degli evasori attivi “colti”. Quelli che hanno sentito dire da qualche parte (magari dal Presidente del Consiglio dei Ministri) che se le aliquote sono troppo alte allora è normale che ci sia dell’evasione.

Come gli “onesti” che pagano “fino all’ultima lira le tasse in busta” e dunque poi ritengono un diritto quello di evadere l’Iva non esigendo le fatture, così gli evasori attivi colti sono degli ipocriti, sebbene a volte solo vagamente consapevoli (è più comodo esserci che farci, no?).

E’ pur vero, infatti, che accrescendo il carico oltre una certa soglia nella solita curva di Laffer (che fu inventata proprio in relazione a questo problema), le entrate fiscali non aumentano come si prevedeva perché cominciano a manifestarsi molte più evasioni / elusioni di prima.

Ma ciò non significa che quei comportamenti siano leciti o giustificabili: l’aumento dell’evasione con l’aumento del carico fiscale riflette un errore di politica economica, non un imperativo ineluttabile per il singolo.

Se si inaspriscono oltre una certa soglia le pene per i furti con destrezza, senza inasprire anche quelle per le rapine in banca, ecco che queste prenderanno a crescere, se con un rischio quasi uguale si può ricavare un introito molto più elevato: ciò non vuol dire che rapinare sia meglio che rubare o che sia lecito perché lo Stato mi ci ha indotto.

Capito, finti liberisti così svelti coi numeri di bottega ma a digiuno di Economia I?

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