Vanvera Interna Lorda (VIL)

Pubblicato: 24 maggio 2012 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Ecco un elenco di assolute, piane, triviali banalità, che pure sembrano eludere il 90% di giornalisti e politici italiani:

PIL: Il prodotto interno lordo è un equivalente del reddito, non già del patrimonio. Se un paese ha un grande Pil annuale, ciò non significa necessariamente che esso sia ricco. Significa solo che forse lo diventerà.

La Cina, per esempio, ha un grande Pil ma è ancora un paese povero. Il patrimonio nella disponibilità del suo abitante medio è, anche a parità di potere d’acquisto, molto più piccolo di quelli disponibili al cittadino statunitense o italiano. Anche il Pil annuale per abitante della Cina è ancora meno di un sesto di quello Usa e un quarto di quello italiano.

Inoltre la Cina deve ancora costruire una serie di infrastrutture delle quali i paesi ricchi dispongono già. Ad esempio, essa spende annualmente 1/6 degli Usa in armamenti, sicché di questo passo il suo distacco nell’approntamento di infrastrutture militari, che già sono di molto inferiori a quelle americane (la US Navy dispone di 11 grandi portaerei, la People’s Liberation Army Navy di 1), si accresce di anno in anno.

Il Brasile ha avuto un Pil in crescita mediamente del 4,5% l’anno nell’ultimo decennio; l’Italia 0,5%, ossia nove volte meno. Se questi rispettivi passi restassero inalterati, al Brasile occorrerebbe un quarto di secolo per raggiungere il Pil pro capite dell’Italia.

Economia sommersa: Non è vero che diminuendo l’evasione fiscale aumenterebbe il Pil. L’economia in nero è già compresa nel Pil. E’ vero invece, ovviamente, che l’economia sommersa non contribuisce alle entrate fiscali.

Debito pubblico: Il debito dello Stato è di gran moda oggi, ma non è che una delle tante metriche contabili (per non parlare di quelle intangibili) che possono servire per descrivere un’economia nazionale, come Pil, bilancia dei pagamenti, patrimonio delle famiglie, debito privato, debito con l’estero, eccetera.

Ad esempio, il Giappone ha un grosso debito pubblico (detenuto in maggior parte dai suoi stessi cittadini), pari a oltre 2 volte il Pil annuale, ma nessuno pensa a esso come un paese sull’orlo della bancarotta. Di più: il Giappone non cresce da quasi 20 anni, eppure lo yen è considerato una moneta-rifugio.

Deficit annuale: Il deficit del bilancio annuale dello Stato. Il suo accumulo, anno per anno, produce (unito agli interessi passivi) il debito pubblico. Il deficit è quella grandezza che, secondo il famoso patto di Maastricht, non avrebbe dovuto superare il 3% del Pil annuale per potersi definire un virtuoso membro dell’Area Euro. L’opposto del deficit è il surplus. Gli Usa hanno un bilancio corrente in deficit (di circa il 10% del Pil); la Cina ha un surplus.

Prezzo e costo: I termini non sono sinonimi. Il prezzo è l’ammontare pagato dall’acquirente e incassato dal venditore. Prezzo meno costo uguale margine lordo del venditore. Il costo, cioè, è l’ammontare dei pagamenti nei quali è incorso il venditore per arrivare a fare la vendita. Tutto ciò, un tempo, si imparava alle Elementari. Oggi, i due concetti sono sistematicamente confusi sui giornali, nei talk show politici, nelle rubriche della radio di Confindustria, ecc.

Investimento e spesa: I due termini non sono sinonimi, come invece accade nel dibattito italiano. L’investimento è un tipo particolare di spesa, del quale di suppone che contribuirà ad accrescere i ricavi/sviluppo. Comprare casa per abitarci non è un investimento. Mettere in sicurezza gli edifici scolastici è un imperativo, ma non è un “investimento”.

commenti
  1. […] dell’acquisto di un’automobile, a meno di non essere tassisti. Ma la confusione tra spesa e investimento è tipica del linguaggio e del dibattito politico italiano: sono “investimenti” la […]