Alcuni interrogativi che ancora non vedo affacciarsi nel dibattito pubblico:

Di quanto diminuirebbe il PIL, se abbattessimo di 100 miliardi la spesa pubblica? La pubblica amministrazione spende grosso modo 800 miliardi/anno. Se arrivasse presto a spendere il 12% in meno, come nelle proiezioni del ministro Giarda, non mancherebbero anche degli effetti negativi.

Per esempio, meno acquisti della Sanità (un settore di spesa che è esploso negli ultimi anni) si tradurrebbero in meno fatture/lavoro per le aziende fornitrici e dunque meno PIL. Persino le eventuali diminuzioni degli stipendi inutili o delle false pensioni di invalidità potrebbero tradursi in meno PIL, perché causerebbero una contrazione dei consumi privati (e anche perché, credo, essi stessi fanno PIL).

D’altro canto, un effetto positivo, oltre all’arresto della crescita del debito pubblico (che dopo tante chiacchiere non è stata ancora aggredita), sarebbe che si potrebbero finalmente abbassare le imposte, il che favorirebbe consumi e libera impresa.

Mi piacerebbe vedere qualche calcolo / simulazione / discussione del trade-off tra i due effetti contrastanti.

Di quanto aumenterebbe l’inflazione, se gli evasori fossero costretti ad emergere? Gommisti, lavaggi auto, avvocati, piastrellisti, elettricisti, idraulici, commercianti, agenti immobiliari, eccetera eccetera, e tutti i loro fornitori, sono abituati da decenni a un regime impositivo ridicolmente basso. Diciamo che sono abituati a pagare un 10% di imposte, invece del 45% medio.

Se in pochi anni riuscissimo a far emergere diciamo la metà del nero, collocandoci a un tasso di evasione di livello francese, vuol dire che la metà di quella gente passerebbe, grosso modo, dal 10 al 45% di livello impositivo.

Essi dovrebbero dunque scegliere se abbassare proporzionalmente il proprio tenore di vita (Punto invece di Mini, Qashqai invece di Cayenne, investimento in garage invece che in appartamenti, mezza collina invece di Dolomiti, ecc.) o se alzare proporzionalmente i prezzi.

Diciamo che, comunque la si rigiri, una parte di quel 35% di tasse in più la riverserebbero sui prezzi. Quale sarebbe l’impatto sull’inflazione?

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