Auto elettrica: campa, cavallo

Pubblicato: 14 agosto 2012 da Paolo Magrassi in consumatori, Luoghi comuni, Politica e mondo, Scienza, USA
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Delle fanfaluche che circolano nella cultura italiana intorno all’auto elettrica abbiamo già detto un anno fa, e nulla è cambiato.

Per fortuna, al di là delle amenità pubblicitarie e della eccitazione pop (com’è quella di coloro che, installato un impianto fotovoltaico a spese del contribuente, credono di vendere convenientemente energia all’Enel), c’è gente seria che lavora veramente al problema ecologico costituito dalle automobili.

Pare che ancora per parecchi anni a venire tali sforzi continuino a dover essere concentrati sulle auto a combustione interna (che inquinano sempre meno, anche meno di un’elettrica, in determinate condizioni), sulle ibride e sulle ibride plug-in.

L’auto interamente elettrica, infatti, ossia quella con solo una batteria ricaricabile a bordo e senza motore a combustione “di sostegno”, è penalizzata dalla tecnologie delle batterie, oggi insufficiente e destinata a esserlo per qualche lustro.

Questo almeno è quanto emerge dagli atti del convegno “Beyond Lithium Ion V: Symposium on Scalable Energy Storage”, tenutosi al Lawrence Berkeley National Lab (LBNL) in giugno, dei quali apprendo dal mensile della American Physical Society.

La chimica degli ioni di litio ha ormai dato il suo massimo o quasi. Si tratta di una tecnologia insufficiente a supportare le auto fully electric, la cui autonomia stradale è inadeguata per il consumatore americano.

Le relazioni più apprezzate sono state quelle che hanno descritto gli sforzi sperimentali in corso con chimica litio/ossigeno o litio/zolfo. Ma gli ostacoli da superare sono ancora grandi, anche a livello teorico: “Per ottenere un futuro energetico veramente sostenibile” ha detto Paul Alivisatos, direttore di LBNL, “dobbiamo comprendere bene i meccanismi fisici dei processi di conversione di energia”.

Questo significa che non dovremmo continuare a credere in un naturale e imminente passaggio all’auto elettrica.

Dovremmo semmai operare risolutamente sul terreno politico (imposizione fiscale, norme della circolazione) e culturale (messaggi pubblicitari, moral suasion), per indurre l’automobilista ad accettare un nuovo stile di guida.

Per aumentare il range delle auto a batteria, dobbiamo ridurre la potenza installata e alleggerire i veicoli.

Raccontandoci frottole rassicuranti, non combineremo nulla di buono.

commenti
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