Disoccupazione e colesterolo

Pubblicato: 23 agosto 2012 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Indicatori economici come Pil, inflazione, disoccupazione e simili andrebbero trattati col medesimo riguardo che riserviamo a trigliceridi, colesterolo e glicemia.

Nessuno di noi, non medico, pontificherebbe di medicina sulle prime pagine o nei talk show, proponendo saccenti conclusioni diagnostiche e prognostiche. Invece, in materia di politica economica, accade ogni giorno.

Prendiamo la disoccupazione, uno degli indicatori più seri. Il tasso di disoccupazione misura la percentuale di popolazione attiva che, cercando lavoro, non lo trova:

TassoDis = [Lavoratori che cercano] / [lavoratori che cercano + lavoratori occupati]

Ignorare questo, può condurre a paradossi ed equivoci. Per esempio, il 36% di disoccupazione giovanile non vuol dire che «più di un giovane su tre è a spasso», come si legge di solito.

Se per strada in Italia incontro 100 giovani a caso, “solo” 10 sono disoccupati: 20 sono lavoratori e 70 sono o studenti o inattivi totali (i NEET).

E nonostante il nostro TassoDis giovanile sia il doppio di quello Usa, tra 100 giovani incontrati per strada in America non troverei meno di 10 disoccupati, perché là i giovani che cercano lavoro sono il doppio (un po’ come in Germania).

Il TassoDis giovanile è un dato molto interessante, e tristissimo. E poi c’è il problema dei giovani di più di 25 anni, che sono fuori da quella statistica.

Ma altrettanto utile, per l’economista e il sociologo, è conoscere la quantità di giovani che un lavoro lo stanno cercando, anche perché la terapia politica per aiutare questi potrebbe essere molto diversa da quella per i Neet.

Insomma è come colesterolo Hdl, Ldl, Idl: il cardiologo li vuole conoscere tutti prima di esprimersi e non gli basta il rozzo dato totale.

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commenti
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