A ridaje con la conoscenza…

Pubblicato: 22 febbraio 2013 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo, Scienza
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SCRITTO AL FORUM DI BEPPE SEVERGNINI, DOVE DI TANTO IN TANTO SI INTONA IL PEANA DELLA “CONOSCENZA” MALINTESA PER “CULTURA”:

Caro Beppe, non è vero, come sostengono molte persone di cultura e l’Italian Patrizia Mari, che le nazioni si arricchiscano grazie all’istruzione.

Salvo che nel terzo mondo, dove l’alfabetizzazione può fare la differenza, e a parte sparute eccezioni come Cuba, in realtà le nazioni diventano istruite solo dopo essere divenute ricche. Questo accade perché le società opulente dedicano una percentuale di risorse alla formazione, all’arte, alla ricerca e sviluppo.

La stessa Italia, da tutti descritta come in declino, è molto più istruita adesso che non all’epoca del boom economico.

Essere colti non produce affatto benessere economico o potere sociale, tant’è che gli eruditi sono assai poco remunerati dal mercato e pochissimi intellettuali si trovano al vertice di aziende. Gli stessi laureati, nei paesi sviluppati guadagnano solo il 10% in più dei pur meno istruiti diplomati, come ci informano sia Education at a Glance 2012: OECD Indicators sia le fonti dirette degli specialisti.

Il punto è che la “conoscenza” che produce benessere materiale, quella che indusse Peter Drucker a coniare il termine knowledge worker, non è quella della Cultura, bensì la competenza che serve ad accumulare e far fruttare il capitale organizzativo produttivo: software, processi, brevetti, schemi industriali, open innovation, collaborazione interimpresa, R&D, accordi di partnership, di distribuzione e di franchising. Sono questi i cespiti sui quali le aziende fanno leva per essere competitive nella “economia della conoscenza”, e considerazioni analoghe valgono per le nazioni.

Io trovo auspicabile il ritorno a una società nella quale si affermino i valori del sapere e del bello di per sé, a prescindere dalle implicazioni mercantili. Non diventeremmo più ricchi, ma ho forte il sospetto che vivremmo molto meglio.

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