La morte di Wikipedia, e altri malati

Pubblicato: 6 gennaio 2014 da Paolo Magrassi in Politica e mondo
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wiki_1024x748In Usa si preconizza ormai la morte imminente di Wikipedia [*], in linea con quel che paventavo alcuni anni fa.

Il progetto soffre della cronica carenza di fondi (rifiutando la pubblicità e non avendo mai cercato con convizione quelli pubblici), e soprattutto, cosa un tempo inattesa, si è arenato nella melma burocratica creata dai suoi stessi custodi.

I wikipediani in servizio permanente effettivo, infatti, ossia gente con un sacco di tempo libero che si dedica alla manutenzione e all’ordine interno, malati della sindrome del “che fai qua? Questa è casa mia!”, scoraggiano i nuovi partecipanti, finendo col tenere alla larga le moltitudini di esperti che, pensavano i fondatori Sanger e Wales, avrebbero continuamente migliorato i contenuti.

Lo stupore digitale provocato dall’internet ci ha indotto a sognare molto più in grande di quanto per ora possiamo permetterci. Una delle idee che cominciano a rivelarsi di ardua realizzazione pratica è quella che lasciando fare a grandi masse di persone, anziché a degli esperti, le cose migliorerebbero.

Il crowdsourcing, i mercati predittivi, la democrazia diretta, Wikipedia: affascinanti, ma più difficili del previsto. Il fatto è che, ammesso che funzioni, la saggezza delle folle non è stata mai veramente agevolata appieno.

La democrazia online, per esempio, è menomata dal fatto che non tutti gli elettori sono in rete, e/o ci sono con identità fasulle.

Quanto alle cose che normalmente si citano come successi del group thinking, come Open Source o Wikipedia, esse sono di massa solo in apparenza, e in realtà tenute in piedi da marginal contributors.

In Open Source, l’1% dei partecipanti produce un terzo di tutto il software, e progetta il rimanente.

In Wikipedia, gli iscritti sono decine di milioni ma, a parte il fatto che 6 su 7 sono maschi (a dispetto del maggior grado di istruzione delle femmine), solo centomila sono attivi e poche migliaia assidui: la metà di tutte le modifiche apportate nel mese scorso sulla grande Wikipedia in inglese sono state opera di meno di cento persone!

Forse, favorendo veramente le condizioni illustrate da J. Surowieki in The Wisdom Of Crowds (2005), libro citato molto (quasi sempre a sproposito) ma letto poco, marceremmo verso un mondo migliore…

[*] Si parla della magnifica Wikipedia in inglese, non della modesta caricatura italiana, già morta e sepolta da un pezzo

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