Grandi evasori?

Pubblicato: 24 maggio 2014 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
Tag:,

PopulismoSe per caso un idraulico non mi fattura un ribinetto che costa €100, ciò significa che noi due, tra Iva, Irpef, Inps, Irap e così via, avremo evaso circa €70 di imposte. (E sto trascurando la parcella per il lavoro).

Dietro quel pezzo non fatturato c’è una filiera di evasori: negozio, grossista, eccetera, all’inizio della quale sta un industriale, che avrà evaso circa €25 grazie a me e al mio idraulico, ossia meno di noi.

I veri “grandi evasori”, su ogni singola transazione, sono il consumatore e il suo diretto fornitore (perché il “valore aggiunto” si accumula verso valle).

La retorica nazionale, invece, definisce “grandi evasori” gli imprenditori. Io, che pure non sono un imprenditore, trovo che questa retorica populista sia autoassolutiva e ipocrita, perché fa pensare a una situazione nella quale pochi malvagi accumulano tutti i famosi miliardi evasi, mentre decine di milioni di italiani non sarebbero che vittime e spettatori.

Invece io temo che l’Italia non si sbarazzerà dell’imponente evasione fiscale con cui si ritrova, fino a che non avrà luogo una diffusa operazione educativa, fatta anche di severa repressione, che faccia capire che sono anche le nostre azioni individuali, non sempre e solo quelle degli altri, a rendere il Paese quello che è.

PS: Ricordo, en passant, che il 25% delle famiglie evadono il canone Rai (imposta sancita dal Regio Decreto Legge 246/1938). Che in Italia si trovano milioni di vani abitativi abusivi. Che nel 2011, al primo controllo-campione, l’Inps scoprì che sarebbero false il 17% delle pensioni di invalidità…

I commenti sono chiusi.