Errori giovanili

Pubblicato: 1 giugno 2014 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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andrea-stroppa_2Mi girano un post di Andrea Stroppa su un blog del Corriere. Ha la forma di una lettera aperta al presidente del Consiglio Renzi. Siccome Andrea è un ragazzo in gamba e parla di digitale, in Italia il suo dire è considerato oro colato. Invece, il suo post sull’Agenda Digitale è un concentrato di luoghi comuni e nonsensi. Eccone alcuni:

la P.A. è un deserto digitale, con siti web che chiudono dalle 18 alle 8 e simili obbrobrii < Sarà. Ma Stroppa non conosce il livello digitale del “paese reale”: vedi qui. E’ la PA che sta tirando il grosso dell’Italia verso il digitale, non viceversa. Un errore molto comune, da parte degli analisti improvvisati, è quello di pensare all’internet avendo in mente le punte più avanzate (lo stupore digitale), senza riflettere sul fatto che il 95% delle persone la usano solo per le chiacchiere, il porno e i filmini scemi; e che il 90% delle aziende hanno tecnologie informatiche vecchie di 25 anni.

> a scuola bisognerebbe studiare le “ultime tecnologie” e tenere lezioni sulla “cultura digitale” < A scuola, amico mio, bisogna studiare la matematica, la grammatica e la sintassi, la storia, l’educazione civica e, lo ammetto, qualche rudimento di Algebra di Boole (che non impari pestando sull’iPad). Un popolo di ignoranti armati di smàrfon e tablet è solo un popolo di consumatori babbei nelle mani del marketing astuto, anche se si crede evoluto perché tuitta, chatta, clicca.

> siccome non c’è meritocrazia, in Italia non c’è neppure il digitale < Mah… A me pare un sillogismo un po’ confuso.

> “per trovare i migliori programmatori al mondo, i migliori accademici e studiosi del digitale non serve arrivare in Silicon Valley, ma nelle aule delle nostre università” < Tu dici? A me, che ne osservo l’evoluzione da 30 anni, l’informatica italiana appare un’eccellenza mondiale un po’ come la cucina casalinga mediterranea è un’eccellenza scandinava.

> ci sono tanti italiani “in ogni azienda, in ogni realtà ad alto contenuto tecnologico” < Già. Ci sono anche tanti cinesi, pakistani, russi, americani, inglesi, tedeschi, danesi, francesi, indiani. Allora?

> ci vuole una “Agenda Digitale” < Ah, questa, dove l’ho già sentita?

P.S.: “questo Paese” si chiama Italia, Andrea. Vedo che ti sei allineato presto al politichese più vieto. Peccato. Ma so che puoi fare di meglio.

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