Il gradiente di civiltà

Pubblicato: 30 agosto 2014 da Paolo Magrassi in Uncategorized
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influAprite un giornale e troverete sempre qualcuno, giornalista politico cittadino, che si lamenta della dittatura degli euroburocrati e della necessità che i popoli si autodetermino.

Questa nobile e alta pretesa necessita tuttavia di una robusta precisazione.

Da 25 anni buona parte delle leggi che si promulgano in Italia sono traduzioni di Direttive del Parlamento europeo.

Senza l’Europa, qui avremmo (e a volte ancora abbiamo) la spazzatura per strada, gli ospedali come quelli moldovi, i controlli agroalimentari come quelli nigeriani, le normative finanziarie della Belle Époque, la pedopornografia tailandese e le regole di mercato dell’Unione Sovietica.

Le critiche alla legislazione europea dovrebbero semmai appuntarsi sull’eccessivo peso del lobbismo, che può dar luogo a normative fatte su misura per le multinazionali, a scapito di consumatori e cittadini.

Negli Usa, studi anche di alto livello hanno ormai dimostrato come la legislazione federale sia principalmente un gioco a favore delle lobby, alla faccia della pretesa democrazia; e si ha ragione di ritenere che qualcosa di analogo accada di qui dall’Atlantico.

Ma anche tenendo conto di questa sgradevole circostanza, resta il fatto che finora l’Italia ha goduto di un benefico gradiente di civiltà diretto dall’Ue verso il Sud delle Alpi, avverso alla malefica palma che sale.

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