Contraddizioni inconsapevoli

Pubblicato: 1 settembre 2014 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni
Tag:, ,

???????????????????????????????????????????????????????????????????????????E’ buffo come sui media italiani compaiano a tratti due statistiche che convogliano informazioni tra loro opposte. In una, si dice che abbiamo troppi avvocati, architetti e medici; nell’altra, che abbiamo troppo pochi laureati.

Come si spiega? La risposta è semplice: non è vero che l’Italia abbia molti meno laureati della media europea, e poi le definizioni sono incongruenti.

Il database messo su da Eurostat è monco e incompleto, perché troppe regioni italiane non gli inviano i dati corretti, e spesso non ne inviano punti. Basta leggiucchiare un po’ di inglese (cosa fuori dalla portata dei nostri giornalisti) per capirlo direttamente alla fonte: guardate in particolare le Mappe 5 e 6, e leggete il testo a fianco. (O leggete la mia protesta presso l’ufficio dell’OCSE che propugnava la stessa fanfaluca).

Non solo: in certi paesi, come per esempio l’Irlanda, che risulta avere il triplo dei nostri giovani laureati per abitante, si può accedere a una tertiary education institution a 16 anni, e ci sono delle lauree brevi vocational che ne durano due: ossia, si può entrare nelle statistiche dei laureati a 18 anni di età, quando da noi non si può neppure ancora cominciare. Anche in Francia, per dire, la Maturità si ottiene un anno prima che da noi.

Ma tutto questo non conta: quando un bel giorno esce il comunicato-stampa da Bruxelles, che mostra noi al 20% di giovani laureati e l’Europa al 40, i media italiani vi si buttano sopra con la caratteristica voluttà che ci anima quando c’è da parlar male di noi stessi, e fanno girare la notizia senza porsi troppe domande. E così nasce il mito degli italiani senza laurea.

I commenti sono chiusi.