18 settembre

Pubblicato: 9 settembre 2014 da Paolo Magrassi in Uncategorized
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jimiNonostante il suo enorme impatto, Hendrix è stato un fenomeno a parte: si fatica a identificarne i precursori, e i seguaci sono tutti e nessuno.

Adam Gopnik, sul New Yorker, si trovò un giorno a fare la stessa osser­vazione circa Django Reinhardt, il proverbiale chitarrista zingaro che introdusse il jazz in Europa (e la chitarra nel jazz), negli anni Trenta. E alla fine fu por­tato ad accostare i due:

django«Il musicista che [gli] rassomiglia di più non è un jazzista ma Jimi Hendrix, anch’egli così centrale eppure sui generis. Hendrix, dopo tutto, se ne uscì da un’identità afro-americana per abbracciare quella di uno zingaro (uno dei suoi gruppi si chiamava Band of Gyp­sys), proprio come Django uscì dalla sua identità gitana per esplorare quella afro-americana. Anche lo Star-Spangled Banner di Jimi è anticipato dalla Marseillaise di Django, e c’è un brandello di due accordi all’inizio della registrazione Decca di St. Louis Blues che suona misteriosamente come il famoso balbettio iniziale di Purple Haze…».

[Gypsy – The Life of Django Reinhardt, December 6, 2004. Nostra traduzione].

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