Gender gap o semplice distacco?

Pubblicato: 14 novembre 2014 da Paolo Magrassi in Politica e mondo
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imagesL’Economist ci fa fare un’ennesima immersione in quello che una volta si chiamava il Paradosso Danese, ossia il fenomeno per cui, anche nella meno maschilista delle società, le donne sembrano più che altro interessate a crescere i figli e se ne infischiano della carriera, della politica eccetera.

Stavolta, studi recenti hanno osservato come le donne-manager siano molto infrequenti nei paesi scandinavi: 6% rispetto al 5% degli USA, dove pure il sostegno normativo per il genere femminile non è così pronunciato.

Le quote rosa impongono stuoli di donne in politica e negli stessi consigli di amministrazione delle aziende: ma alla dirigenza si trova una donna ogni 18 uomini.

Secondo alcuni studiosi, forse le regole non sono ancora quelle giuste. Per esempio, in Danimarca:

  • si è osservato che gli uomini tendono a rendersi utili in famiglia durante i weekend, mentre la routine giornaliera di andare a prendere i figli o anche i problemi improvvisi che sorgono e sottraggono tempo al lavoro (danneggiando la carriera) restano principalmente a carico delle donne;
  • le assenze per maternità sono così ben pagate che le donne sono incoraggiate a usufruirne. E siccome i figli si fanno in età giovanile, le donne si assentano dal lavoro proprio nell’età in cui si gettano i semi per fare carriera;
  • le donne danesi fanno più fatica delle americane ad avere una colf, sia perché è più costosa (ci paghi sopra le famose terribili tasse scandinave) sia perché esse stesse hanno meno soldi in tasca a causa delle imposte elevate che pagano sui propri redditi.

Per parte mia io credo, e alcuni studiosi con me, che le donne siano semplicemente meno assertive degli uomini e che questo le porti a essere meno competitive, nel senso che sentono meno il bisogno di competere.

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