Proviamoci

Pubblicato: 19 ottobre 2015 da Paolo Magrassi in consumatori, Scienza
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prssSulla questione degli anti-vaccino io sono molto scettico (e conseguentemente preoccupato).

La maggior parte di queste persone non mi sembrano recuperabili alla sfera del raziocinio: sono come i fan di Stamina, o quelli di una religione. Non possiamo sperare di convincere un credente che il suo credo è una boiata.

Ma so che invece una percentuale minoritaria di quelle persone sono recuperabili: in errore, perché informate male, ma abbastanza razionali da potersi ravvedere. Le righe che seguono sono dedicate a costoro.

  • Non vaccino mio figlio perché Big Pharma ne sa una più del diavolo e fa tanti vaccini solo per vendere.
    Allora immagino non assumiate nessun farmaco, giusto? Non date il paracetamolo al bambino quando ha il febbrone. Non prendete il diclofenac quando restate bloccati con la schiena. Non prendete ansiolitici né sonniferi. Non assumete i prazoli contro gastrite e reflusso. Rifiutate ogni tipo di anestesia, anche dal dentista. Se per caso venite ricoverati all’ospedale, chiamate subito l’avvocato di fiducia chiedendogli di intimare ai medici di non somministrarvi alcuna sostanza, vero?
    E’ verissimo che Big Pharma ne sa una più del diavolo. Volete sapere la peggiore? Affinché un nuovo farmaco venga approvato dalle Autorità sanitarie pubbliche, è sufficiente che la Casa produttrice faccia lei uno studio clinico che stabilisca l’efficacia ed elenchi gli effetti indesiderati del farmaco. E se per caso lo studio (che è molto costoso e richiede tanto tempo, durante il quale il nuovo farmaco non può ancora essere venduto) desse un esito negativo, la Casa è autorizzata a non farlo sapere alle Autorità. Semplicemente, farà un altro studio, nella speranza di ottenere risultati più incoraggianti… E’ così; in USA come in Europa. E scommetto che non lo sapevate. E potrei raccontarvene molte altre, come gli studi scientifici non riproducibili o il caso di Lucentis vs Avastin, sul quale la nostra Sanità si è svenata.
    Però tutto ciò non implica che un singolo dottore possa saperne più di Big Pharma. Né che noi possiamo fare a meno di tutti i farmaci, o che non ce ne siano di efficacissimi. Ne esistono per combattere il dolore o l’ulcera. Per abbassare pericolosi sbalzi di pressione arteriosa. Per combattere il rigetto dopo i trapianti. Per annullare le aggressioni batteriche. Per non farci contrarre pericolose malattie contagiose, …
    PS: Il vaccino è un farmaco antieconomico per l’industria farmacetica nel suo complesso, perché “abolisce” definitivamente una malattia e non consente di guadagnare curandola.
  • Non vaccino mio figlio perché può diventare autistico, epilettico, o roba del genere.
    Non esiste nessun lavoro scientifico, anche di quelli condotti non da Big Pharma bensì da Istituti di ricerca indipendenti, che correli la vaccinazione con l’autismo o l’epilessia. (Si sono registrati casi di convulsioni, che hanno creato la diceria che i vaccini possano indurre l’epilessia). Quello, famoso, del 1998 in Inghilterra che prospettava il rischio autismo, era un lavoro farlocco pubblicato da un ciarlatano che alla fine di un lungo procedimento nel 2010 è stato radiato dall’Ordine dei Medici. Eppure noi, come cretini, ancora qui a parlarne…
    E se ne è parlato a tal punto che si sono dovuti fare degli studi per tranquillizzare la gente: nessuna connessione è stata mai rilevata tra autismo e i vaccini che quel cialtrone aveva tirato in ballo.
  • Sarà. Ma ci sono comunque un sacco di effetti collaterali.
    Tutti i farmaci comportano effetti collaterali. L’importante è che gli effetti collaterali seri siano rari: i farmaci siffatti si dicono “sicuri”. I farmaci, invece, sicuri al 100% non esistono. Se il vostro pediatra / omeopata non vi spiega queste cose, è uno che ha studiato poco e male: cambiatelo sùbito.
    Come per tutti i farmaci, ogni singolo effetto collaterale ha una sua probabilità di manifestarsi sul paziente. Quale probabilità? Semplice: “numero di pazienti che hanno avuto quell’effetto collaterale DIVISO numero di pazienti che hanno preso il farmaco”.
    Sui “bugiardini” nelle scatole delle medicine trovate classificati gli effetti collaterali in base alle probabilità: vi si parla di effetti collaterali MOLTO RARI, RARI, COMUNI, eccetera. Gli effetti collaterali più comuni hanno probabilità di circa 1/10: ogni dieci persone che assumono il farmaco, una subisce quell’effetto collaterale.
    Un farmaco è conveniente se il bene che ci fa o il male dal quale ci  scherma è molto più probabile del peggior effetto collaterale. Per esempio, circa un paziente ogni 10mila muore a causa dell’anestesia generale; ma se per operarvi al fegato non vi fanno l’anestesia, quasi certamente (diciamo, probabilità 99%) patirete un male tale da poterne anche morire: cosa scegliete, 1/10000 o 99/100?
    E se per caso uno su diecimila vi sembra un rischio di cui preoccuparsi (non lo è!), ebbene allora non prendete più Aspirina, Tavor, Tachipirina o Voltaren, perché gli effetti collaterali letali di questi innocui farmaci hanno una probabilità superiore a uno su diecimila! E mi raccomando: non andate più in automobile, perché quasi sicuramente morirete in un incidente!
  • Ci sono fior di sentenze di tribunali che parlano di danni da vaccini.
    I danni da vaccini li valuta e li stabilisce la letteratura scientifica, non il tribunale. Le cause in tribunale possono spesso dare esiti bizzarri: pensate alle sentenze che ordinavano ai medici di somministrare l’intruglio Stamina.
    Inoltre, alla base di tutto c’è il discorso fatto sopra circa gli effetti collaterali. Una persona su un milione può avere un gravissimo danno da vaccino (per esempio uno shock anafilattico fatale) e in tribunale, se riesce a dimostrare la correlazione causale, otterrà ragione.
  • Non vaccino mio figlio perché i vaccini polivalenti sono uno shock grave per il sistema immunitario.
    I ricercatori stimano che 10 vaccini contemporanei stimolino l’attività di circa l’uno per mille del sistema immunitario. E qui interviene anche il progresso tecnologico. Negli anni Ottanta, i sette vaccini più comuni implicavano di inoculare alcune migliaia antigeni nel bambino: oggi, solo 300.
  • Non vaccino mio figlio perché tanto quella malattia non esiste più.
    Questo è il solo argomento razionale sollevato dai dubbiosi e dai perplessi. Esso sta fra la Teoria dei Giochi e la «tragedia dei beni comuni» di cui parlò il biologo Garrett Hardin, ossia il conflitto tra interesse individuale e interesse collettivo.
    In parole povere, io potrei chiedermi ad esempio: che senso ha vaccinarmi contro il morbillo, se in Italia nel 2015 se ne prevedono 150 casi e se, anche ammalandomi, la probabilità di morire è comunque piccolissima? La probabilità che ho oggi di morire a causa del morbillo è all’incirca la stessa che avrei di andare incontro a uno shock anafilattico facendomi inoculare il vaccino (uno su un milione); e ad essa devo poi sommare la probabilità di reazioni meno gravi ma seccanti (come le convulsioni: uno su diecimila), quella di prendermi la febbre (uno su tre) e la seccatura di andare a farmi vaccinare. Chi me lo fa fare? Il rapporto costi/benefici del vaccino contro il morbillo è sfavorevole all’individuo, almeno fino a quando il morbillo resta una malattia rara, proprio grazie ai vaccini.
    Non vaccinandomi, io evito una seccatura ma diminuisco l’immunità di branco, in tal modo danneggiando un bene comune e, alla lunga, esponendo me stesso all’eventualità di contrarre il morbillo quando un giorno, a causa dei comportamenti come il mio, esso tornerà.

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