Professoroni sveglia!

Pubblicato: 17 febbraio 2016 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Scienza
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R&D PA

Un sacco di professoroni parlano della spesa in ricerca e sviluppo in questi giorni, e io in generale solidarizzo con loro perché vorrei che si facesse molta più R&D (e non solo in campo scientifico/tecnologico).

Però i professoroni, forse accecati dal tradizionale statalismo italico, potrebbero porgere meglio i loro argomenti, e comprendere più a fondo il problema, se si rendessero finalmente conto che nel mondo occidentale non è (purtroppo!) il Pubblico a fare più R&D: sono le imprese. Vedi grafica (dati 2013. Rosso+blu = 100. Fonti ISTAT http://alturl.com/qiu6z – ONS http://alturl.com/6xk4g – SCB http://alturl.com/84aas – INSEE http://alturl.com/eggta).

Quando vedete quelle liste in cui si evidenzia la spesa R&D in rapporto al PIL, e che i professoroni (e tutti i media insieme con loro) ricopiano acriticamente, i numeri vogliono dire “spesa in R&D del Governo, più spesa R&D delle Università, più spesa R&D del nonprofit, più spesa R&D delle aziende private = spesa R&D del Paese”. E la voce più pesante è sempre quella delle imprese.

In Italia ci sono relativamente poche grandi imprese, e il risultato è che da noi la PA gioca un ruolo maggiore che altrove.

E’ vero, peraltro, che la nostra PA sembra spendere poco rispetto al PIL: per esempio, il 30% in meno della Francia. Basterebbero 4 miliardi in più, e ci porteremmo al livello della Francia come spese PA. “Peccato”, tuttavia, che noi abbiamo la metà delle loro spese militari, le quali fanno molta R&D…

(Negli USA, la spesa R&D federale è pari allo 0,8% del PIL nel 2015, di cui il 50% in spesa R&D militare “esplicita”).

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