Oxfam la prode

Pubblicato: 18 gennaio 2017 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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jeanneEssendo uno dei forse cinquanta individui in tutto il mondo che l’hanno letto integralmente, vorrei commentare brevemente il rapporto Oxfam Un’economia per il 99%.

Era certo che il Rapporto avrebbe raggiunto i media di tutto il mondo, essendo stato diffuso a mezzo di un annuncio molto pop e impressionante per il pubblico digiuno di nozioni economiche: Gates, Zuckerberg e altri sei omologhi sono più ricchi del 50% dell’umanità tutta intera.

Io condivido quasi tutte le convinzioni di Oxfam in materia: le dinamiche di reddito e ricchezza sono distorte in questi anni; il mercato non ha sempre ragione; il PIL è una metrica povera; e il turbocapitalismo spregiudicato è odioso. La “Economia umana” di Oxfam è, se non una gran novità, una proposta per me molto buona.

Purtroppo, il Rapporto di Oxfam sembra ignorare che il reddito e la ricchezza sono sempre stati distribuzioni esponenziali, come Pareto ha mostrato già un secolo fa: una minoranza di persone hanno sempre e dovunque posseduto la maggior parte della ricchezza, per diverse ragioni neanche troppo difficili da comprendere.

Senza questa consapevolezza, non è facile orientarsi nei dati che testimoniano la crescita o meno della “diseguaglianza”. E questo fatto diminuisce assai la forza del Rapporto, almeno agli occhi del lettore scettico e informato.

Ho anche trovato un po’ sgradevole vedere l’autrice in costante ricerca di fonti di dati che potessero confermare le sue tesi, e orientata ad ignorare quelle che potrebbero confutarle.

Inoltre, in punti cruciali – come il fatidico paragrafo sui Magnifici Otto contro gli altri 3.600.000.000 – ella mescola fonti eterogenee di dati (e valute!) nelle stesse formule aritmetiche: in questo modo, si possono al massimo ricavare spunti e ipotesi, non certo risultati scientifici.

Io non credo nell’analisi  economica neutrale. Tuttavia, per me, quando ci si mette di buzzo buono (50 pagine) per dimostrare una tesi o sostenere una causa, si suonerà più credibili se si cerca di confutare tesi discordanti e credenze opposte a quelle che si intende propugnare e dimostrare vere.

Credo che un rapporto come questo di Oxfam, con la risonanza di cui gode, costituisca un progetto nobile e utile. E’ proprio per questo che l’avrei preferito rigoroso e non vacuamente pop.

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