Luoghi comuni, oltre il PIL

Pubblicato: 11 dicembre 2018 da Paolo Magrassi in Politica e mondo
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Joe Stiglitz torna sulla, a mio parere urgente, questione dell’andare oltre il PIL, ma lo fa senza lasciare veramente il segno. e limtandosi ad autocitarsi, da trombone qual è diventato.

Così già fu in passato, quando il presidente Sarkozy lo cooptò nella commissione divenuta poi nota come Stiglitz-Sen-Fitoussi, con l’incarico di mettere a punto metriche e linee-guida per aiutare il governo francese e poi il mondo ad andare oltre la semplicistica rilevazione del PIL per misurare il progresso.

E’ un tema di cui si parla da mezzo secolo, dopo un famoso discorso di Bob Kennedy. Ma non se ne esce. Perché? Perché, come temo di avere ripetuto qui già parecchie volte, la qualità della vita è un concetto politico, fortemente influenzato dalle condizioni sociali di chi ne parla. Non è lo stesso per tutti. Non può essere stabilito in modo dirigista da un’Autorità superiore.

L’aria pulita è un valore fondamentale e primario per società sviluppate e ricche, ma non importante per i paesi emergenti poveri. La qualità del sistema universitario è importante per le famiglie che potranno usufruirne ma non conta un fico secco per l’autista peruviano di Amazon, schiavo immigrato. Trasporto pubblico e piste ciclabili sono valori onorati nelle classifiche dei magazines, ma irrilevanti per ci viaggia con lo chauffeur o per i gilet jaunes.

E così via per ogni criterio che possiamo farci venire in mente e scrivere sui libroni dell’Ocse e dell’Onu.

Quindi, per andare oltre il PIL il mondo (Ocse, Onu, FMI, World Bank, ecc.) dovrebbe intanto concordare una serie di parametri (e qui già abbiamo molto materiale). Poi, ogni paese, ogni anno, dovrebbe assegnare pesi a ciascun parametro di questo tipo per ottenere il proprio NuovoPIL annuale. Servirebbe un consenso globale sia sui metodi per misurare i parametri, sia sulla elasticità concessa nell’attribuzione dei pesi: e questa è la parte difficile.

A fine di ogni anno, potremmo vedere il progresso di ogni paese e del mondo misurato con un solo indice normalizzato, come il PIL. Sarebbe bello. E utile, per orientare le azioni future e smetterla di parlare soltanto di ragioneria.

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