Ecologia hic et nunc. Poche chiacchiere

Pubblicato: 21 gennaio 2019 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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fiat-panda-4x4-noleggio-a-lungo-termine-728x452L’Automobile Club tedesco, Adac, ha da poco pubblicato i risultati dei suoi test ecologici sui modelli di auto 2018, test che si spingono molto più in profondo, quanto a cura e precisione, rispetto ai formalismi delle classificazioni “Euro”, per conseguire le quali bastano prove di laboratorio senza connotati di praticità stradale.

Le cinque stelle ecologiche Adac sono state ottenute da sette modelli di auto, tutte elettriche tranne una: la Panda 0.9 Twinair Natural Power. La Panda bifuel gas/benzina è davanti, per dire, a Tesla Model X, Jaguar iPace e Toyota Yaris Hybrid.

La classifica di Adac infatti si sforza di prendere in considerazione la globalità dei fattori: di un veicolo elettrico, per esempio, stima anche gli inquinanti emessi dai camini delle remote centrali elettriche che lo ricaricheranno. (La stessa cosa fa il Governo di Singapore da qualche anno, per calcolare ecotasse e incentivi sul parco circolante).

Il problema climatico si affronta seriamente innanzitutto con soluzioni tattiche e pragmatiche, implementabili qui e ora, che devono certo poggiare su visioni strategiche di fondo ma contenere tanta risolutezza e poco latinorum.

Dunque, non «modificare entro il 2060 la matrice energetica del pianeta» o «convertirsi a un nuovo modello di sviluppo» o «Milano zero emissioni nel 2030» (tutte chiacchiere destinate a essere disattese) o premiare ciecamente solo i veicoli elettrici: bensì operare chirurgicamente azioni mirate e sùbito utili.

Gli interventi sui divieti di circolazione operati a fine 2018 da alcune regioni italiane del nord vanno bene, anche se dovrebbero essere più severi (perché libera circolazione agli ecologicamente orribili furgoni commerciali?) e accompagnati da incentivi più allettanti.

E bene le ecotasse e gli incentivi attuati in questi giorni dal Governo: ma perché non c’è la Panda bifuel?

E cosa aspettiamo a ridurre un poco i limiti di velocità (con conseguente risparmio ecologico più che proporzionale), come si sta facendo in tutti i paesi avanzati?

E magari a installare un paio di impianti nucleari EPR nei prossimi dieci anni, dopo esserci sbarazzati degli assurdi vincoli indotti da quel grullissimo referendum populista?

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