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L’impavido protagonista di questo video è Roger van Boxtel, amministratore delegato della società che gestisce le ferrovie olandesi, NS.

L’annuncio che egli fa è che da gennaio 2017 tutti i treni elettrici olandesi useranno solo energia eolica.

turbine-nsQuesto avviene grazie a pale installate non solo in Olanda, ma anche in Belgio, Finlandia e Svezia: in Figura vedete la potenza delle singole installazioni, operate dal provider Eneco.

Per come leggo io la notizia, dal sito di NS, la propulsione avviene grazie alla sola forza delle turbine eoliche, senza integrazione mediante elettricità da altre fonti (l’energia eolica, essendo discontinua, normalmente necessita di “aggiunte”), forse perché le pale sono ben distribuite geograficamente e/o perché gli accumulatori hanno fatto, me inconsapevole, passi da gigante negli ultimi anni. A me sembra tutto mirabolante, ma per ora ci devo credere.

Sono in effetti un po’ confuso dall’intera sisitemica dell’impianto, del quale NS fornisce pochissimi particolari, mentre sarebbe bello conoscere nei dettagli una simile magnifica realizzazione. Si è detto che una grande turbina, girando per solo un minuto, possa far avanzare un treno di 2 miglia: ma non si è detto quale treno, a che velocità, quale turbina, di quale potenza, quanti treni ci sono, per quante miglia, e quante turbine ci siano per impianto, gli impianti essendo solo otto. Né so alcunché circa il costo del progetto.

Comunque, un giorno capirò. Sta di fatto che la notizia è passata sui media, ma non con l’enfasi che io penso meriterebbe.

La ragione per cui penso la notizia (se vera nei contorni sin qui delineati) sia importantissima, è che potrebbe far capire al pubblico, soprattutto i politici, che certe realizzazioni di grande portata sono possibili nella pratica, e dove possono portarci le tecnologie.

220px-NRELIl National Renewable Energy Laboratory ha condotto uno studio sulle opportunità e le sfide dell’approvvigionamento di energia elettrica “pulita”  nel futuro degli Usa.

Il mix delle fonti comprende il risparmio energetico, l’efficienza della rete distributiva, il nucleare, il gas naturale, il carbone a cattura e/o ridotta emissione di CO2, le varie fonti rinnovabili.

Secondo l’NREL, nel 2050 il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione di elettricità sarà compreso tra il 30 e il 90%. Lo studio, pubblicato nel 2012 ma di fatto eseguito nel 2010, si è focalizzato sulla possibilità di realizzare un contributo dell’80% entro il 2050, discutendo i possibili ostacoli che si frapporrebbero a tale obbiettivo.