Ah, se imparassimo a contare…

Pubblicato: 14 maggio 2012 da Paolo Magrassi in Luoghi comuni, Politica e mondo
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Non passa giorno senza un’alluvione di veline della Guardia di Finanza, una passerella di evasori fiscali che ce l’hanno a morte con Equitalia, e la straziante notizia di un suicidio “causato dalla crisi”.

Da molti anni e ben prima della crisi economica, in Italia si suicidano in media all’incirca 10 persone ogni giorno: lo potete apprendere dall’ISTAT qui e qui o, se proprio di andare alle fonti non vi riesce, anche su Wikipedia.

E poiché i lavoratori autonomi o ex autonomi (pensionati) sono un 30% della popolazione adulta, ecco che grosso modo ogni giorno si suicidano in media, da sempre, pressapoco 3 fra commercianti, imprenditori e professionisti (un po’ meno di 3, perché si suicidano anche alcuni giovani, ossia membri della popolazione non attiva).

Nessuno si sorprenderebbe di apprendere che la crisi possa aver esacerbato questa statistica. Tuttavia, il mettere in prima pagina la “notizia” di un suicidio al giorno, senza alcun riferimento al dato statistico di fondo, denota l’imbarazzante sciatteria dei nostri media.

E connota il ridicolo dibattito politico italiano, ideologico e manicheo, svolto sulla scorta di nessuna conoscenza dei fatti, che si tratti di lavoro, di economia e finanza, di scuola, di energetica, e così via.

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